Copertina

fronte - clicca per ingrandire

Copertina

retro - clicca per ingrandire

Introduzione di Francesco Solitario

Anno 2016 - pp.

ISBN 978-88-8220-215-6

Genere: Poesia contemporanea

€ 10,00

«Questa raccolta sembra essere il viaggio di un uomo alla ricerca di Dio, della salvezza; anzi il viaggio di un’anima che cerca conforto, e pace, e aspira a quell’eternità che solo nell’abbandono totale e assoluto a chi è fonte di eternità, può essere raggiunta. […]

Cecilia Bertacche non si nasconde, dicevo, e non nasconde il suo Dio, non nasconde la sua fede, ma anzi la grida, la urla, in una poesia che ha per titolo proprio Fede. Una fede che è tale, perché attraversata da dubbi, incertezze, speranze, desideri e domande senza risposte, ma tale è la fede dell’uomo che pur attaccato da dubbi e incertezze si affida fiducioso nelle braccia del Padre e Gli consegna ad occhi chiusi il suo sì. […]

Con un azzardo ragionato, potremmo dire che molte poesie contenute in questa raccolta costituiscono vere camere di risonanza del sacro. E anzi potremmo aggiungere che in questa raccolta poetica si dà vita ad una vera e propria ierofania del simbolo e della parola poetica come effettivo mediatore tra il divino e l’umano, alla maniera indicata da Ries: «In ogni ierofania, il simbolo esercita la sua funzione di mediazione e permette il passaggio dal visibile all’invisibile, dal terrestre al divino». Il simbolo, si vuole intendere, è il significante attraverso il quale il significato si svela, ma in trasparenza. C’è un’epifania di un segreto, di un mistero. Una funzione che ci permette, in qualche modo misterioso, la partecipazione al divino. Qui la parola poetica diventa mediatrice fra il divino e l’umano, fra il cielo e la terra, fra la materia e lo spirito, fra la natura e la cultura. […]

Dico che la creazione artistica, e in questo caso la creazione poetica, può diventare lo specchio in cui si cela il mistero dell’atto creatore. Attraverso l’opera d’arte, nel nostro caso la poesia, l’artista rivela non solo l’apparizione del divino, ma testimonia il carattere teandrico dell’esistenza che può svelare nel linguaggio simbolico la presenza del trascendente nella creatività umana».

Cecilia Bertacche, nata a Imola, vive da qualche anno a Lodi Vecchio (l’antica splendida Laus Pompeia) in provincia di Lodi.

Ha pubblicato il suo primo libro nel 2007, “La porta incantata. Dove si narrano storie d’amore, coraggio straordinario e amicizia, malattia, morte e miracoli, incontrando malati veri, medici fini e ospedali malati”, Edizioni Il Filo, Roma. Di questo libro hanno scritto: “Un viaggio catartico tra orrori e sentimenti” (Adriana Nardin, Caritas Nazionale). “È dal tacito accordo tra Angeli e Demoni che la scrittrice trova la volontà di vivere e il coraggio di raccontare” (Conquiste del Lavoro – Cisl Nazionale). “Racconta la storia di una malattia terrificante. La sua” (Felice Accame – Radio Popolare). “Readers are led in this incredibly compelling journey from death to life by a fragile and yet very strong lady” (Letizia Argenteri, S. Diego Mesa College – California).

A Lodi Vecchio è conquistata dalla spiritualità e dalla bellezza purissima della Basilica di San Bassiano, e dal suo custode – Mons. Antonio Spini – che le illustra le bellezze e le vicissitudini di quel luogo sacro, impreziosito dal magico suono dell’Organo Tamburini.

Dopo l’incontro col Maestro d’organo Fausto Caporali, titolare dell’organo Masconi della Cattedrale di Cremona e della Cattedra di Organo complementare e Canto gregoriano presso il Conservatorio di Torino, inizia una fruttuosa collaborazione che si concretizza con l’ideazione e l’organizzazione dell’evento “Musicaltra”, rassegna di musica e poesia, che mette insieme varie risorse, forze e competenze. E amore. Per la gioia di tutti.

Ha scritto poesie che sono state pubblicate su varie riviste specializzate. Questa è la sua prima raccolta poetica.